Marta  e Giovanni sono una famiglia affidataria che ha accolto Luca, un bimbo di 10 anni. Nel loro affido è molto stretta la relazione con la madre del bambino, in quanto Luca torna a casa quasi tutti i weekend;  Marta e Giovanni colgono quindi più di altri genitori affidatari, l’importanza di rispettare la figura della madre biologica e il suo legame con Luca.  Luca con la famiglia affidataria sperimenta un contesto di vita sicuro, stimolante, che accompagna il suo diventare grande, la madre di Luca ora ha sue difficoltà personali che non le permettono di garantire al figlio ciò di cui ora ha bisogno. La mamma di Luca ama profondamente suo figlio e Marta ne è ben consapevole. Rispetta molto questo legame.
Ecco cosa Marta  racconta dell’affido dal suo punto di vista in modo semplice e vero: 

“Nell’affido ogni momento ti invita a riflettere e a pensare diversamente da prima; a trovare una soluzione alla situazione che ti si pone innanzi, a stare calmi nonostante tutto, a non perdere di vista che stai aiutando qualcuno (altrimenti forse si soccombe), a lasciarsi un po’ andare, a non irrigidirsi in schemi preconfezionati; non è facile visto che ne abbiamo così tanti!!
La caratteristica affascinante  di questo percorso è proprio il fatto che si deve spostare l’attenzione da sé stessi e traslarla su un altro ”essere”, che non è tuo figlio e che quindi guardi con occhi un po’ nuovi. Credo che l’affido si discosti molto dall’avere un figlio naturale, non fosse altro perché viene a mancare tutta quella parte “genetica” che è alla base in un rapporto genitore-figlio biologico. L’affido va oltre. Non ti interessa avere un figlio tuo; quando ti chiedono di prenderti in casa un bimbo per un periodo, un bel periodo, ti viene chiesto di decidere…al buio! E lo fai: ad un certo punto, e noi ci abbiamo impiegato parecchio tempo, decidi di accettare ciò che ti viene proposto; disinteressatamente. Non è il tuo bambino, non ti cresce nella pancia, non l’hai generato tu, ma dici di sì in nome di un amore che non sai bene da dove venga e neanche se all’inizio puoi chiamare amore. Ho capito che viene chiesto un amore totale, diverso da qualsiasi altro tipo di sentimento: non so ancora se ne sono in possesso; dopo i compiti di stasera sicuramente no, ma basta vedere il bambino salire le scale della scuola alla mattina di corsa, un po’ goffamente, per dire che magari ci sono vicina”.
Una mamma affidataria
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Matteo una storia di affido
Matteo è un bimbo che ha da poco compiuto i due anni. La sua mamma non dà notizie di sè da molti giorni. Di lui si sa ben poco.
È una situazione di cui il Pronto Intervento ha appena cominciato ad occuparsi: la presa in carico è stata determinata da un provvedimento del Tribunale per i Minorenni.
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