Daniel e Marina: due storie di Prossimità

Daniel
ha 8 anni, negli ultimi tempi a scuola è diventato piuttosto esuberante perchè risente del clima difficile che si è creato negli ultimi mesi in classe tra alcuni compagni.  Daniel  ha, inoltre, molto tempo libero che trascorre solo, senza il controllo  della sua famiglia, nel quartiere.  Gli viene così proposto dalle insegnanti di partecipare al doposcuola pomeridiano che si svolge  in zona in collaborazione con una organizzazione  del privato sociale che operano anche per l’affido di prossimità .  Il doposcuola però non copre tutti i pomeriggi e si decide di proporre a Daniel il sostegno di una famiglia che possa occuparsi di lui.
L’educatrice che si occupa dell’affido di prossimità valuta con  l’insegnante una possibile proposta per il bambino
Insieme propongono un affido di prossimità a Carla che conosce già Daniel perché è un compagno di scuola di uno dei suoi figli. Carla ne parla in casa e in accordo con il figlio Francesco decide di ospitarlo a casa per un pomeriggio alla settimana offrendogli la possibilità di fare merenda, di svolgere i compiti e giocare in compagnia.
Questo contesto stimolante e positivo diventa in breve tempo un  riferimento importante per Daniel, che chiede di poter essere ospitato anche in altri pomeriggi e che spesso si presenta a casa della famiglia, citofonando con largo anticipo rispetto all’ingresso a scuola.
La famiglia è molto disponibile ma altrettanto consapevole che la complessità della organizzazione famigliare non può permettere loro di andare altre quanto concordato e, dopo essersi confrontata con l’educatrice di riferimento, rimanda questo aspetto in modo sensibile ma deciso al bambino che, gradualmente, dimostra di saper mantenere i confini stabiliti.
Daniel ha concluso positivamente l’hanno scolastico e ha mantenuto i contatti con la famiglia di Carla fino a quando i suoi genitori non hanno deciso di trasferirsi.


Marina è una bambina  di tre anni che frequenta la scuola materna di quartiere. Durante il giorno ad accudirla é Roberta la nonna materna,che oltre a lei si prende cura anche della sorellina di pochi mesi.  Roberta è una donna energica e vitale ma ha qualche problema di salute e di mobilità. La scuola materna frequentata da Marina. viene chiusa e messa in ristrutturazione, i bambini trasferiti in un ala della vicina scuola elementare al quarto piano . Per la nonna salire i quattro piani di scale con la bambina per mano  diventa un impegno gravoso. Viene a conoscenza della situazione un operatore della organizzazione del provato sociale che si occupa di affido di prossimità nel territorio dove vive Marina;  l’educatrice coinvolge  sulla prossimità la signora Angela che abita nel grande caseggiato della nonna di Marina
Le due famiglie si conoscevano di vista , si incontrano alla presenza dell’operatrice  che spiega il senso dell’esperienza di prossimità. Ad entrambe sembra anche una bella occasione di conoscersi, aiutarsi e creare un rapporto di buon vicinato. Passano qualche pomeriggio insieme dopo l’asilo perché Marina conosca Angela, che poi inizia ad andare a  prenderla all’asilo. Nonna Roberta  e Angela si incontrano così alcuni pomeriggi e bevono un caffè insieme, Marina. inizia a chiamare “zia” Angela e le due donne prendono l’abitudine di frequentarsi anche senza Marina.
L’esperienza di prossimità dura 6 mesi circa, fino a che riapre la scuola materna quindi  la nonna torna autosufficiente per andare a riprendere la nipotina; ma il legame di amicizia è ormai avviato: le signore continuano a frequentarsi e a supportarsi spontaneamente.

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